Banner
   



No
 24 visitatori online

Soprano live-chat

Latest Message: 19 hours, 36 minutes ago
  • *Zu Nino : fatta un pò di pulizia
  • *Zu Nino : Buon anno a tutti da parte di SopranoWeb.
  • pippoksm : Buon inizio di feste a tutti
  • miky : buongiorno
  • *Zu Nino : Ma se il vivino è bono ...mica è colpa mia!
  • GLE : annamu alleggiu ninu
  • *Zu Nino : BONO il vino novello BONO!
  • GLE : oooooooooou
  • 450simo : ma che giornata di acqua!!!!
  • stino : buon giorno soprano

Only registered users are allowed to post

Super Gallery SopranoWeb

Statistiche sito

Content we provide
Articles/News:614
Link web:15
Visite:397073
Users Stats
664 registered
0 today
15 this week
85 this month
ultimoOrawlkilk

Guide

Vuoi rilassarti?

Frogger
Rating:
Snake
Rating:
Invaders
Rating:
Simon
Rating:
zz Alien Attack
Rating:

Top visite SO

Total Top:
68%Windows XP
19%Windows Vista
6%Windows NT
2%Mac OS
2%Windows 2003
Natale Sopranoto 2011 PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 3
ScarsoOttimo 
Articoli - Feste
Scritto da Administrator   
Lunedì 19 Dicembre 2011 09:20
AddThis Social Bookmark Button
Raccolta delle manifestazione delle festività di Natale 2011

Il presepe VIVENTE di Santo Stefano Briga



Zampogne a Santo Stefano di Briga

Ultimo aggiornamento Martedì 03 Gennaio 2012 09:36
 
Allerta!.. Allerta!.. PDF Stampa E-mail
Articoli - ambiente
Scritto da Ullo Paolo   
Mercoledì 23 Novembre 2011 21:38
AddThis Social Bookmark Button

Allerta!.. Allerta!..

Fra le nuove tendenze linguistiche sta prendendo sempre più piede uno strano modo di definire il nostro rapporto con i fenomeni meteorologici; per colpa o merito di moderne tecnologie, il decorso di una turbolenza atmosferica è prevedibile con sufficiente precisione. Lontana da una ordinaria prudenza suggerita da proverbi e modi di dire, l’”Allerta Meteo” suona lugubre e premonitrice di tristi conseguenze, come per un attacco aereo in tempo di guerra, annunciato dallo stridio di sirene gracchianti. Ne sanno qualcosa gli abitanti dei villaggi devastati dall’alluvione del 1 Ottobre 2009, ai quali giova poco alla loro tranquillità il detto “con la pioggia e con il bello, non lasciare mai l’ombrello”, mentre, con un’acustica bitonale da gallina strozzata, viene annunciato che piove. La pioggia non è un bombardamento devastante o una idrometeora dalla quale difendersi fin dalla sua prima manifestazione; tutto ciò che viene dal cielo non è un segno cattivo o una punizione per le nostre malefatte. Estraggo dalla introduzione di un mio lavoro, da poco ultimato, una visione meno istintiva e più razionale su fenomeni naturali considerati di disturbo alle nostre esigenze quotidiane:

“L’acqua, elemento vitale, preziosa, abbondante e rara, non uniformemente distribuita, devastatrice per mancanza ed eccessiva quantità, nel suo viaggio di ritorno al mare ha da sempre dovuto pagare un pedaggio, diritto di passaggio sulla terra. Sia essa sorgente, fiume, torbida o limpida da potersi bere, deve prima servire a noi abitanti della Terra, compatibilmente con le rigide leggi della meccanica dei fluidi, prima di tentare di diluire, vanamente, la salsedine dell’immenso serbatoio dal quale è venuta. Il suo transito, mansueto o scalpitante, attraverso la nostra città, in passato ha turbato il sonno di cittadini ed amministratori che ci hanno preceduto. La sua assenza ha provocato incubi e drammi, sviluppando soluzioni per farla giungere docile, benefica e ristoratrice.”

A ciascuno la sua visione, con relativo grado di fastidio o impedimento, su una pioggia più o meno intensa; a ciascuno il suo modo di difendersi da un Sole cocente, da una violenta sciroccata o da un gelido vento di tramontana, tutte prove alle quali ci sottoponiamo per abituare il nostro corpo e i nostri sensi a reagire a sollecitazioni esterne. Per un eccesso di zelo o di prudenza, pura e semplice azione diseducativa, l’esercizio alla difesa dagli agenti atmosferici è sempre più ostacolato da clamorose e spettacolari azioni preventive, alle quali le Amministrazioni o i gestori del territorio si sentono obbligati a ricorrere da ragioni giuridiche del tipo: “Noi lo abbiamo detto”. E’ certamente una buona azione avvertire dell’arrivo di una violenta perturbazione; può andar bene dare consigli, ma non si può impedire a dei ragazzi di misurarsi con una ordinaria o straordinaria pioggia, solo perchè andando a scuola, o chi li accompagna, saranno di impedimento alla circolazione stradale. Ogni singolo studente, o chi lo accompagna, valuterà opportunamente il grado di rischio, se andare o no in una classe scolastica, o uscirne, in edifici costruiti con criteri di sicurezza. Stravolgendo il senso dell’allerta, quella “meteo” sa di burocratico e di un tentativo di parare al meglio un ruggito della natura imponendo degli obblighi; l’allerta è un segnale di attenzione, ad usare cautela, a stare più attenti, affrontando un probabile pericolo.

Si usava un tempo fra le sentinelle di guardia, come grido di controllo reciproco e invito alla vigilanza, “All'erta!..’ - All'erta sto!..”; è questo un grido di crescita per i ragazzi che avranno da affrontare, durante la vita, difficoltà ben più grosse di uno sguazzare in acqua piovana. E’ vero che l’acqua piovana, prima di giungere al mare, deve superare troppi ostacoli di sussidio alle nostre esigenze e dall’impatto solo noi ne usciremo sconfitti. Prima di lanciare il prossimo “Allerta Meteo”, camuffando l’impossibilità di gestire un’alluvione dalle conseguenze imprevedibili, sarebbe meglio affidarsi all’istinto, al fiuto del pericolo che, se non esercitati, formeranno generazioni incapaci di ribattere “All’erta!.. All’erta sto!...”.

Ullo Paolo

Ultimo aggiornamento Domenica 27 Novembre 2011 15:33
 
La Città verticale PDF Stampa E-mail
Articoli - News
Scritto da Ullo Paolo   
Lunedì 21 Novembre 2011 20:03
AddThis Social Bookmark Button
Invito alla lettura di "La Città verticale" su www.messinaierieoggi.it al seguente Link: http://www.messinaierieoggi.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1966:la-citta-verticale&catid=5:rubriche&Itemid=2182
Ultimo aggiornamento Mercoledì 23 Novembre 2011 19:11
 
Noi che volevamo andare a Genova PDF Stampa E-mail
Articoli - Storia
Scritto da Ullo Paolo   
Mercoledì 16 Novembre 2011 22:23
AddThis Social Bookmark Button

Noi che volevamo andare a Genova.

La recente alluvione di Genova ha fatto riemergere, prepotentemente, dal mio archivio di ricordi, l’idea bizzarra di celebrare, nel 1992, i 500 anni dalla scoperta dell’America nella Città di Cristoforo Colombo. Quel sogno, uno dei tanti, è rimasto nel cassetto e potrebbe riprendere vitalità 20 anni dopo, ricordando quel grande Genovese, qui, a casa nostra. Noi volevamo andare a Genova con le stesse paure che esprimevano, cantando, due noti Genovesi in “Genova per noi”:


“Con quella faccia un po’così
quell’espressione un po’così
che abbiamo noi prima di andare a Genova
che ben sicuri mai non siamo
che quel posto dove andiamo
non c’inghiotte e non torniamo più.”


I timori manifestati dai cantanti Conte e Lauzi, che venivano dalla Provincia di Genova, erano ben poca cosa per noi che saremmo dovuti arrivarci da Messina, ma ci abbiamo provato lo stesso. Mi astengo dal fare considerazioni sul perché non siamo andati a Genova, ma con le carte in regola per affrontare l’impresa, noi, miseri “Davide” abbiamo sfidato il Gigante “Golia”, così:


“Spettabile Direzione “Ente Colombo ‘92”,

mi chiamo Paolo Ullo e scrivo da Messina per presentarvi un progetto di attività teatrale in tema con le manifestazioni di “Colombo ‘92”. Sottopongo al vostro giudizio l’idea ed il copione allegato alla presente.

Ho già visitato l’Esposizione Venerdì 22 Maggio 1992 e, da non addetto ai lavori, ritengo che ci possa essere spazio per iniziative complementari al già vasto programma. La rappresentazione, di cui si rimanda al copione, è stata messa in scena da ragazzi, fra i 9 e i 13 anni, il 4 Settembre 1991. E’ tutta incisa su nastro; è stata recitata in “play back” per superare al meglio i problemi tecnici di una manifestazione all’aperto. E’ nostro desiderio poterla proporre ai visitatori dell’Esposizione di Genova, se codesta Direzione lo riterrà opportuno. In caso di assenso favorevole, riteniamo che il luogo più adatto per la messa in scena sia il Teatro all’aperto, con palcoscenico in acqua della gradinata a mare, alla radice del Molo Vecchio, ai Magazzini del Cotone. La rappresentazione potrebbe ripetersi, la mattina dalle ore 10,30 alle ore 13,00, per tre giorni consecutivi il 10-11-12 Luglio, o il 17-18-19 Luglio, o il 24-25-26 Luglio, o il 31 Luglio-1-2 Agosto 1992, o nelle ore e nei giorni che codesta Direzione, eventualmente, indicherà. E’ un lavoro celebrativo, fatto da ragazzi, quasi un gioco più impegnativo del solito; costumi e scene saranno appena accennati e molto sarà affidato alla bravura dei ragazzi e all’intelligenza del pubblico del momento. Un modestissimo sistema di amplificazione sussidierà i protagonisti che lavoreranno in “play back”. Non abbiamo la pretesa di fare teatro nel senso classico della parola, ma chiediamo uno spazio e un momento di crescita e di confronto. Gradiremmo conoscere, al più presto possibile, il vostro giudizio alla nostra idea; in caso di esito positivo, non scartando un eventuale autofinanziamento,  dovremmo impegnarci, qui a Messina, nella ricerca di fondi, presso Enti, Amministrazioni pubbliche e private, disposti a sponsorizzare una comitiva di 40 persone, fra Ragazzi ed accompagnatori, che debba recarsi e soggiornare a Genova nell’arco di cinque giorni. Le volontà fin qui espresse, oltre che al vostro assenso, dipendono da una disponibilità economica che, al momento, è da predisporre. Se, per qualsiasi motivo, non ci sarà concessa la possibilità di contribuire, a modo nostro, alle Celebrazioni Colombiane, per noi resterà un sogno non realizzato e la soddisfazione di averci provato.

Ringrazio per la cortese attenzione; attendo l’esito e resto a disposizione per qualsiasi chiarimento.

Distinti saluti. Messina, Giovedì 4 Giugno 1992”


Il copione e la lettera di accompagnamento sono stati inviati alla “Fondazione Colombo” senza riceverne risposta e non abbiamo dovuto neanche far la fatica di chiedere o elemosinare un contributo alle nostre aspirazioni di rappresentare la nostra Città in celebrazioni di notevole risonanza. La canzone “Genova per noi” si conclude:


“Con quella faccia un po’così
quell’espressione un po’così
che abbiamo noi che abbiamo visto Genova “


A parte la “faccia e l’espressione un po’ così”, noi di “Buon Compleanno America”, questo il titolo della rappresentazione, non abbiamo visto Genova, ma abbiamo onorato lo stesso Cristoforo Colombo a modo nostro, a casa nostra, senza aver turbato la quiete di possibili Mecenati “in tutt’altre faccende affaccendati e a queste cose morti e sotterrati”, come sentenziava, ma al singolare, Giuseppe Giusti in “Sant’Ambrogio”.

Altri importanti ricordi, che fanno parte di un bagaglio personale di memorie, mi legano a Genova e non sono stati scalfiti da una ordinaria pioggia alluvionale. Un pizzico di rimpianto mi è rimasto per non essere andato a Genova con i Ragazzi di vent’anni fa; potremmo provarci alle prossime manifestazioni di “Colombo ‘92”, se si faranno nel 2492, ma è ragionevole pensare che non ci saremo.

Ullo Paolo

Ultimo aggiornamento Mercoledì 23 Novembre 2011 19:12
 
San Martino ...a colpi di buon VINO 2011 PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 3
ScarsoOttimo 
Articoli - Feste
Scritto da Administrator   
Sabato 12 Novembre 2011 10:43
AddThis Social Bookmark Button

Sopranoband

CLICCA PER TUTTE LE FOTO

San Martinoa Santo Stefano Briga

Ultimo aggiornamento Domenica 13 Novembre 2011 10:05
 
<< Inizio < Prec. 1 2 Succ. > Fine >>

Pagina 1 di 2