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- facciub : Ciao Zu Ninu.
- facciub : Un saluto a tutti i sopranoti ai quali auguro Buona Festa e buon divertimento!
- GLE : x gli abitanti del Soprano: Chiunque abbia Motorini vecchi stile PIAGGIO Ciao Si Bravo ecc o Vespe o Moto d'epoca. Puo portarli entro le 20 in Via S.Nicola che vi sarà un esposizione questa sera. Grazie
- GLE : BUONA DOMENICA SOPRANOTI
- antema : «link»
- Pat74 : e stasera.....buona degustazione a tutti!!!!!!

- STELLINA : Ma il concerto di Cassandra De Rosa c'è stato?
- STELLINA : Buongiorno!!!
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| IL SACRO DOVERE DELL' OSPITALITA' |
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| Giovedì 12 Giugno 2008 00:53 | |||
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Sono fermamente convinto che qualsiasi occasione che possa dare credito a tutto quanto di positivo, vero o potenziale che sia, può essere espresso dalla nostra Vallata Santo Stefano, debba essere colta e curata in ogni minimo particolare. Il più recente, né primo, né ultimo avvenimento si è presentato Domenica 8 Giugno 2008, quando le Sezioni Siciliane del Club Alpino Italiano, guidate dalla Sezione di Messina, hanno seguito un itinerario che le ha condotte da Dinnammare al Rifugio di Pizzo Bottino. All’appuntamento sulle nostre montagne di casa non sono mancati gli Amministratori di www.santostefanomedio.com e gli inviati speciali, Matteo e Salvatore di www.sopranoweb.it . I presenti all’escursione, me compreso, non abbiamo bisogno di nessun elogio o applauso. Al piacere di esserci stati si è aggiunta la sensazione di aver fatto il proprio dovere sul campo, lontani da quel fantastico strumento che molte volte ci rende comunità virtuale e nulla più. Noi abbiamo reso gli onori di casa ad un centinaio di escursionisti, convenuti da ogni parte della Sicilia, in nome e per conto di tutta la Valle Santo Stefano, comunità vera, con tutti i suoi difetti e valori. Nessun rimprovero può e deve essere mosso a chi non ha voluto o potuto esserci, a chi in una prossima occasione non vorrà o potrà esserci; resta di fondamentale importanza che se vogliamo che si parli bene di questo angolo di territorio in cui siamo nati, dobbiamo dimostrare che ce lo meritiamo. Si dice “fatti a nomina e cucchiti”; altri quartieri cittadini si sono fatti una pessima nomea, magari da incolpare a pochi elementi, per fatti eclatanti e aberranti. Nel bene e nel male, il perseverare porta a certi risultati; meglio se positivi. Chiunque di noi ha l’obbligo morale di dare un’immagine positiva della nostra comunità; adesso che con www.santostefanomedio.com e www.sopranoweb.it abbiamo una finestra aperta sul mondo, non lasciamo sfuggire la grande opportunità di elevarci in dignità. Lo sanno gli Amministratori dei due portali e deve entrare in testa a tutti noi utenti; se per farci la “nomina” occorre anche portare il proprio corpo stanco sui Monti Peloritani o stringere la mano a degli sconosciuti, per il sacro dovere dell’ospitalità, facciamolo senza esitazione, perché prima o poi saremo ripagati. Restando in tema di montagna, ricordo in modo indelebile, come alcuni ragazzi, sotto una fitta nevicata, il 31 Marzo 1995, al Rifugio Forestale di San Calorio, abbiano ben impressionato gli escursionisti di “CAMMINITALIA ‘95” in transito sui nostri Monti. Di loro hanno scritto e parlato su stampa specialistica e una trasmissione radiofonica di “RAI Radio Uno”, piccola goccia di positività. Sono troppo poche queste gocce per dormire sonni tranquilli, dopo essersi fatta la “nomina”;…e ce ne vogliono di gocce perchè si abbia la certezza che qui da noi tutto è a posto!…
Scusate l’appunto, o il disappunto, e adesso torno a parlare della splendida giornata trascorsa Domenica 8 Giugno 2008. Alcune note e foto sono già su www.santostefanomedio.com e www.sopranoweb.it ; qui aggiungo, ad integrazione, uno scritto che descrive una escursione del tutto simile alla nostra, effettuata Domenica 20 Maggio 1990 dai Soci della Sezione di Messina del Club Alpino Italiano: LEGGI TUTTO 20 MAGGIO 1990 SANTO STEFANO DI BRIGA – PUNTALE SAN CALORIO Tempo di marcia: 5 ore. Difficoltà: media. Q/q=1080/355 S=4 D=4 Rientro previsto per le ore 19,00. Conduttore dell’escursione: Paolo Ullo Si percorre la SS 114 fino al bivio per Santo Stefano di Briga. Raggiunto questo villaggio, si sale ancora oltre, lungo la carrabile che segue il greto del Torrente omonimo. Si perviene così alla Mandria Salemi da dove s’inizia l’escursione a piedi; si segue un percorso articolato in tre parti, ciascuna delle quali presenta caratteristiche distinte. Con la prima parte, che porta alla quota massima prevista nei pressi di Puntale San Calorio, si attraversano due zone boscose, quella della Nibbiata e quella di Piano Ulaccu. Con la seconda parte si segue la cresta dei Peloritani per un tratto che è particolarmente rappresentativo della sua bellezza, con la vista simultanea sui due mari, Jonio e Tirreno. Con la terza parte si ridiscende alla Mandria Salemi, prima per un tratto di trazzera e dopo per un sentiero che passa dalla Casa Cantoniera Lupo. RELAZIONE Relazione sull’escursione del Club Alpino Italiano Sezione di Messina del 20 Maggio 1990 a Santo Stefano di Briga – Monti Peloritani. Itinerario: Mandria Salemi, Nibbiata, Piano Ulaccu, Puntale Tammurinaru, Piano San Calorio, Acqua Striglio, Cresta dei Peloritani, Sorgente Bottino, Fossa Galera, Casa Cantoniera Lupo, Mandria Salemi. Partecipanti: Paolo Ullo, Bruno Biondi, Francesca Deodato, Carmen Donato, Pasquale Puliatti, Pippo Micali, Teresa Nicolosi, Franca Franza, Giancarlo De Vero, Lucia Sorrenti, Marcella Tripodo, Antonia Gasparro, Caterina Arena, Mario Paratore, Pia Paratore, Matteo Liotta, Marco Liotta, Giusy Alberto, Antonella Mazzeo, Carlo Quero, Giuditta Quero, Francesca Aricò, Francesca Sidoti, Fabio Mondello, Vittoria Villari, Carmelo Carbone, Rita Merenda, Giovanni Carbone, Monia Carbone. Cielo sereno, a tratti velato; caldo umido. --- Con l’escursione del 20 Maggio 1990, la Sezione di Messina del Club Alpino Italiano localizza il cuore e l’anima dei Monti Peloritani. E’ sui Monti di Santo Stefano di Briga, che si può affermare di essere al centro geografico della catena montuosa, che fa da cornice a tutta l’area dello Stretto di Messina e alla costa tirrenica della Sicilia Orientale. Procediamo con ordine, perché la sensazione, prima, e la certezza, poi, di essere su una fetta di territorio di notevole interesse paesaggistico, sono maturate nel corso dell’escursione. L’itinerario comincia alla Mandria Salemi, quota 355, la dove il Torrente della Valle Santo Stefano assume le dimensioni e le caratteristiche di “fiumara”. Percorso un breve tratto di pietraia alluvionale, bisogna imboccare il Vallone Zimmi, la più profonda ed angusta gola della Valle Santo Stefano. Inequivocabili segni del “Sifone Lupo”, sul tracciato abbandonato dell’Acquedotto della Santissima, ci indicano il sentiero che conduce su alla Nibbiata, Dalla “Strada della Nibbiata”, nell’arco di mezzo secolo, sono passate numerose generazioni di trasportatori. Attraverso questo sentiero, a spalla, con un’ingegnosa struttura di traversine snodate(si chiamava “maniedda”) fu trasportato tutto ciò che è servito per la costruzione dell’Acquedotto della Santissima. Il nostro omaggio di escursionisti è stato manifestato con una sosta di riflessione, nel tentativo, vano, di cogliere i suoni di quella fatica immane, che ha permesso alla città di Messina di avere il suo primo vero Acquedotto. Il Casotto della Nibbiata ci distoglie dai nostri pensieri facendoci ascoltare il respiro di questa grande opera idrica; sotto i nostri piedi passa l’acqua che, la sera tornando a casa, berremo e con la quale ci laveremo. L’attraversamento di Piano Ulaccu offre l’occasione di riprendere fiato e gradire un po’ di frescura nel suo bosco di castagni. Cominciamo a riprendere quota sul sentiero assolato che si snoda su ampi tornanti ricavati dal passaggio insensato di una pala meccanica. Lasciamo sulla nostra destra l’inutile e mai usata torretta antincendio di Puntale Tammurinaru, mentre la parte sommatale di una carrareccia, che porta giù al Vallone Ferri, ci conduce senza difficoltà al Piano di San Calorio. Lo scenario offerto dal Piano è bellissimo; luogo di quiete, di riposo, della meritata colazione a sacco. La vegetazione invita anche a un sonnellino che, però, non fa parte del nostro programma. Ripartiamo diretti all’incredibile sorgente dell’Acqua Striglio. Fresca, tanta e nel posto più impensabile; situata sul versante tirrenico di Puntale San Calorio, quasi vicino alla vetta, sembra attingere da un bacino misterioso, dal cappello di un illusionista, una vera magia della natura, una sfida alle più rigide regole di meccanica dei fluidi. Ritorniamo sui nostri passi, perché scavalcare Puntale San Calorio dall’Acqua Striglio sembra un’impresa irta di difficoltà. Lasciamo la Strada Militare dove questa scavalca, con un piccolo ponte, il rigagnolo che solca il Piano San Calorio, estrema propaggine del bacino idrografico della Valle Santo Stefano. Raggiungiamo la cresta sciamando su un pendio di eriche appena rigenerate dalle antiche ceppaie scheletrite da un incendio. Lo scenario offertoci da una semplice rotazione su se stessi è completo. Tutte le vette dei Peloritani sembrano toccarsi con mano; la visione contemporanea dei due mari, lo Jonio ed il Tirreno, ci appaga delle fatiche precedenti. Una fitta foschia, al largo della costa tirrenica, ci toglie la soddisfazione di completare il quadro con la visione d’insieme di tutte le Isole Eolie. L’area dello Stretto si offre allo sguardo da Scilla e Cariddi all’indistinta sagoma di sua maestà l’Etna. La cresta è facile da percorrere, ondulata, poco erosa dalle intemperie; la lasciamo a Portella Cuccufulu, dove subisce una notevole impennata verso il contrafforte di Pizzo Bottino. Ancora poche centinaia di metri di Strada Militare, prima di tuffarci nella discesa che ci condurrà alla Casa Cantoniera Lupo e alla Mandria Salemi. La sorgente Bottino ci offre un altro piacevole momento di ristoro, prima di imboccare, alla Fossa Galera, il vecchio sentiero che collega Salemi alla Strada Militare; vecchio nel senso di antico, perché esso si presenta pulito, netto da seguire, incassato in una fitta vegetazione, segnato per gran parte da Eucalyptus che ne indicano i bordi. Alla Casa Cantoniera Lupo sostiamo poco, anche se i suoi segni di ex vivaio forestale inviterebbero a lunghi e tranquilli soggiorni. L’itinerario viene chiuso a Salemi con un’ora di ritardo sulla tabella di marcia prevista: alcune deviazioni fuori programma e gradevoli soste di contemplazione hanno fatto lievitare a 6 ore l’impegno di marcia. Il conduttore PAOLO ULLO *** I presenti alle Escursioni di Domenica 31 Marzo e 8 Giugno 2008, giovani e meno giovani, hanno già espresso il desiderio di vivere altre esperienze sui nostri Monti Peloritani e oltre. Estendiamo questa volontà a tutti gli utenti che leggeranno ed in attesa che, oltre che virtuale, diventiamo comunità reale, se necessario scarponi ai piedi e zaino in spalla, attendiamo suggerimenti su mete o luoghi particolari nei quali portare i nostri corpi stanchi. Sveglia!!!!!!!!! Ullo Paolo
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| Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Novembre 2009 22:46 |
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grande lavoro di gruppo. bravi
Scusate la mia pignoleria ma dir...
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